La Regione Lazio mette a disposizione 450.000 euro per sostenere la digitalizzazione degli strumenti urbanistici dei Comuni fino a 5.000 abitanti. Il Bando Smart Map Regione Lazio 2026, approvato con Determinazione n. G13491 del 5 ottobre 2026, finanzia sia la conversione dei Piani Regolatori Generali (PRG) cartacei in dati geografici digitali, sia l’adeguamento dei PRG già georeferenziati agli standard regionali.
La distinzione è importante: anche un Comune che utilizza già cartografie GIS può partecipare, purché l’intervento proposto risponda alle condizioni dell’avviso. Le domande devono essere presentate entro il 9 novembre 2026, alle ore 16:00. Per gli uffici tecnici, il bando rappresenta anche un’occasione per migliorare la qualità, l’organizzazione e l’utilizzo quotidiano delle informazioni urbanistiche.
Cos’è il Bando Smart Map Regione Lazio 2026 e quali Comuni possono partecipare
Smart Map è la Misura 2 del Piano triennale per la riqualificazione dei piccoli Comuni 2025–2027, prevista nell’ambito della legge regionale n. 9/2020. L’iniziativa sostiene la trasformazione digitale degli strumenti di pianificazione urbanistica, con l’obiettivo di rendere le informazioni territoriali più omogenee, accessibili e utilizzabili attraverso sistemi informativi geografici.
I beneficiari sono i Comuni del Lazio con popolazione residente fino a 5.000 abitanti, secondo le rilevazioni ISTAT al 1° gennaio 2026, come indicato nell’avviso pubblico. La partecipazione riguarda gli enti che intendono realizzare uno o più interventi tra quelli espressamente finanziabili.
Il progetto Mosaico PRG e gli obiettivi regionali
Il finanziamento contribuisce alla realizzazione del Mosaico PRG, un’infrastruttura informativa regionale pensata per rappresentare in modo uniforme lo stato della pianificazione urbanistica sul territorio laziale.
Attualmente, le informazioni possono essere conservate dai diversi Comuni in forme differenti: tavole cartacee, scansioni PDF, elaborati CAD oppure archivi GIS con strutture e codifiche non omogenee. Questa eterogeneità rende più complessa l’integrazione dei dati.
Il Mosaico PRG punta a superare tale frammentazione attraverso riferimenti cartografici condivisi e criteri comuni di organizzazione delle informazioni. Per le amministrazioni locali significa poter contribuire a un quadro territoriale regionale interoperabile, mantenendo la tracciabilità delle previsioni urbanistiche contenute negli strumenti approvati.
Quanto finanzia Smart Map 2026: importi e interventi ammissibili
Il bando dispone di una dotazione complessiva di 450.000 euro e individua quattro ambiti di intervento. I relativi massimali sono distinti in base alla tipologia di attività finanziata.
| Intervento finanziabile | Contributo massimo |
|---|---|
| Digitalizzazione georeferenziata di strumenti urbanistici cartacei o non georeferenziati | 15.000 euro |
| Trasformazione dei dati urbanistici digitali già georeferenziati secondo gli standard regionali | 10.000 euro |
| Formazione per l’utilizzo dei sistemi GIS | 3.000 euro |
| Acquisto di strumentazione ICT per la pianificazione digitale | 5.000 euro |
È possibile richiedere contributi per più interventi, purché adeguatamente documentati e motivati, fino a un massimo complessivo di 25.000 euro per progetto. Questi importi costituiscono limiti massimi richiedibili e non somme automaticamente riconosciute a ciascun Comune.
La Regione forma una graduatoria attribuendo fino a 100 punti sulla base di quattro criteri, ciascuno con un massimo di 25 punti: superficie comunale, età del PRG, popolazione e importo richiesto. Per quest’ultimo criterio si applica un meccanismo di proporzionalità inversa. A parità di punteggio conta l’ordine cronologico di presentazione. I contributi vengono assegnati seguendo la graduatoria fino all’esaurimento delle risorse.
L’erogazione prevede un anticipo del 60% e il restante 40% dopo l’approvazione della rendicontazione. Sono escluse, tra le altre, spese generali, personale, beni usati o in leasing e attività estranee al progetto. Le convenzioni con professionisti o imprese esterne devono essere sottoscritte dopo la comunicazione del finanziamento.
Digitalizzazione dei PRG cartacei: dalla cartografia tradizionale ai dati GIS
Molti strumenti urbanistici comunali sono ancora consultati attraverso tavole cartacee o documenti PDF. Questi supporti permettono di visualizzare la pianificazione, ma presentano limiti quando occorre interrogare le singole zone urbanistiche, confrontare informazioni territoriali oppure aggiornare gli archivi.
La digitalizzazione georeferenziata del PRG consiste nel trasformare tali elaborati in dati geografici strutturati e correttamente collocati nello spazio. È un processo che richiede prima di tutto l’analisi delle tavole originali, della relativa scala, delle legende, delle varianti e delle Norme Tecniche di Attuazione (NTA).
Georeferenziazione, vettorializzazione e controllo delle informazioni urbanistiche
La georeferenziazione assegna alla cartografia una posizione geografica verificabile, attraverso punti di controllo e basi territoriali di riferimento. Successivamente, la vettorializzazione consente di rappresentare zone, vincoli, infrastrutture e altri elementi del piano mediante punti, linee e poligoni.
Ogni geometria viene associata ad attributi descrittivi e riferimenti normativi. Una zona urbanistica, ad esempio, può essere identificata attraverso il codice, la denominazione, la categoria, la tavola di provenienza e l’articolo delle NTA applicabile.
Questa attività richiede competenze nell’elaborazione e gestione dei dati geografici, perché il risultato deve essere un archivio territorialmente coerente, interrogabile e documentato. Il bando impone inoltre il rispetto delle specifiche tecniche regionali, consultabili nella documentazione ufficiale Smart Map 2026.
Un aspetto particolarmente delicato riguarda le incongruenze presenti negli elaborati storici. Confini poco leggibili, differenze tra tavole e varianti successive devono essere documentati e sottoposti alle opportune verifiche, evitando modifiche arbitrarie al significato urbanistico del piano.
Normalizzazione GIS dei PRG esistenti: quando è possibile ottenere il contributo
Un punto centrale del bando riguarda i Comuni che possiedono già un Piano Regolatore in formato GIS. La disponibilità di dati geografici digitali non esclude l’accesso al finanziamento: l’avviso contempla espressamente la trasformazione degli strumenti già georeferenziati secondo gli standard definiti dalla Regione Lazio.
La normalizzazione GIS consiste nel rendere omogenee informazioni che possono essere state prodotte con software, procedure e convenzioni differenti. Un PRG digitalizzato alcuni anni fa, ad esempio, potrebbe contenere poligoni correttamente posizionati ma classificazioni urbanistiche, campi attributivi o strutture informative non corrispondenti alle specifiche oggi richieste.
Perché un PRG già vettorializzato può richiedere un adeguamento
Possedere file shapefile, geodatabase o elaborati CAD non significa necessariamente disporre di una banca dati conforme. Occorre verificare il sistema di riferimento, la completezza dei layer, la corrispondenza tra legenda e attributi, la validità delle geometrie e la relazione con le NTA.
L’intervento può quindi comprendere la riorganizzazione dei livelli informativi, la trasformazione delle coordinate, la ricodifica delle categorie urbanistiche e l’adeguamento geometrico rispetto alla Carta Tecnica Regionale Numerica 2020.
Normalizzazione degli attributi e interoperabilità
La componente descrittiva è importante quanto quella cartografica. Due Comuni possono rappresentare la stessa destinazione urbanistica utilizzando codici differenti, rendendo difficile il confronto automatico dei dati.
La normalizzazione permette di adottare campi, categorie e criteri di classificazione coerenti. I riferimenti agli atti di pianificazione, alle varianti e alle norme vengono mantenuti per rendere verificabile l’origine delle informazioni.
Per gli uffici tecnici questo significa disporre di una base dati più ordinata e facilmente aggiornabile. Per il sistema regionale significa favorire l’integrazione delle informazioni comunali nel Mosaico PRG, senza perdere le specificità dei singoli strumenti urbanistici.
Specifiche tecniche regionali: sistemi di riferimento, formati e controlli GIS
Le linee guida allegate al bando individuano requisiti tecnici precisi per la produzione dei dati urbanistici digitali. Il sistema di riferimento previsto è ETRS89 / UTM zona 33N, EPSG:25833, mentre la base cartografica è costituita dal Database Geotopografico Regionale e dalla Carta Tecnica Regionale Numerica (CTRN) 2020, alla scala nominale 1:5.000.
I dati devono essere organizzati in layer distinti per tema e tipologia geometrica, comprendendo, secondo le informazioni rappresentate dal piano, zonizzazione, sottozone, vincoli, viabilità, servizi ed elementi puntuali.
Controlli topologici, attributivi e standard di consegna
Il controllo topologico verifica la correttezza delle relazioni spaziali. Nelle zone urbanistiche occorre individuare poligoni sovrapposti, geometrie non valide, duplicati e vuoti ingiustificati. Vanno inoltre verificate la continuità dei confini e la corrispondenza con il perimetro del piano.
Il controllo attributivo riguarda invece la presenza degli identificativi, la correttezza dei codici, i riferimenti alle NTA e la coerenza delle denominazioni. Il collaudo comprende anche il confronto grafico con gli elaborati originali.
Per l’organizzazione e la lavorazione dei dati, le linee guida contemplano ESRI Shapefile, GeoPackage e database spaziali. Nella sezione dedicata alla consegna finale indicano un formato principale File Geodatabase o GeoPackage e un formato di interoperabilità ESRI Shapefile, corredato dei relativi componenti tecnici. Sono inoltre richiesti dizionario dati, metadati e documentazione di collaudo, con informazioni su fonti, accuratezza, aggiornamenti e varianti considerate.
Questi requisiti permettono di produrre dati non soltanto visualizzabili, ma anche verificabili, trasferibili e riutilizzabili nei sistemi informativi territoriali.
Come presentare la domanda per il Bando Smart Map Lazio 2026
La richiesta deve essere predisposta utilizzando il modello Allegato A dell’avviso, indicando l’intervento o gli interventi proposti, il contributo richiesto e le informazioni necessarie alla valutazione.
La documentazione obbligatoria comprende una breve relazione tecnica illustrativa del progetto, la deliberazione della Giunta comunale di approvazione o autorizzazione alla richiesta e il documento di identità del firmatario. Il quadro economico e preventivo dettagliato è indicato nel modello come auspicabile, ma non obbligatorio.
La domanda deve essere sottoscritta dal sindaco o rappresentante legale e trasmessa esclusivamente tramite PEC all’indirizzo territorio@pec.regione.lazio.it entro le ore 16:00 del 9 novembre 2026.
Per verificare le disposizioni amministrative e compilare correttamente gli allegati, è possibile accedere direttamente al PDF integrale del Bando Smart Map 2026, comprensivo di avviso, modello di domanda e specifiche tecniche.
Una volta concesso il finanziamento, il progetto deve essere completato entro 15 mesi dalla comunicazione del provvedimento. È prevista la possibilità di una proroga fino a 90 giorni, alle condizioni indicate dall’avviso. La rendicontazione finale comprende la documentazione delle spese e una relazione sulle attività realizzate.
I vantaggi della digitalizzazione dei PRG per la gestione del territorio comunale
Il valore di un PRG digitalizzato va oltre l’accesso al contributo. Una banca dati urbanistica georeferenziata consente agli uffici tecnici di individuare più agevolmente le destinazioni d’uso, consultare le prescrizioni territoriali e collegare informazioni provenienti da fonti differenti.
La disponibilità di dati strutturati facilita anche la gestione delle varianti, la produzione di elaborati tematici e l’integrazione con altri archivi territoriali. La possibilità di consultare informazioni attraverso sistemi GIS o WebGIS può migliorare la condivisione interna e la qualità delle attività istruttorie.
Un archivio organizzato secondo standard condivisi favorisce inoltre l’interoperabilità tra amministrazioni, riducendo le difficoltà legate a formati incompatibili o classificazioni differenti.
La digitalizzazione rappresenta quindi un investimento nella qualità dell’informazione territoriale. Il finanziamento regionale sostiene una fase di questo percorso, mentre il beneficio più duraturo consiste nella disponibilità di dati urbanistici documentati, aggiornabili e utili alle decisioni pubbliche. Una base informativa che può continuare a produrre valore per il Comune anche dopo la conclusione del bando.
Riassunto veloce dell’articolo
- Smart Map 2026 dispone di 450.000 euro per la digitalizzazione degli strumenti urbanistici dei piccoli Comuni del Lazio.
- Possono partecipare i Comuni fino a 5.000 abitanti, secondo i requisiti dell’avviso.
- Il contributo massimo è di 15.000 euro per digitalizzare cartografie non georeferenziate e di 10.000 euro per adeguare dati già georeferenziati.
- È possibile richiedere fino a 25.000 euro complessivi per progetti con più interventi ammissibili.
- I dati GIS devono rispettare le specifiche regionali, il sistema EPSG:25833 e la coerenza con la CTRN 2020.
- La scadenza per presentare le domande è il 9 novembre 2026 alle ore 16:00.
- Il Mosaico PRG mira a costruire un quadro regionale omogeneo e interoperabile della pianificazione urbanistica.
Domande frequenti sul Bando Smart Map Regione Lazio 2026
Quali Comuni possono accedere al bando Smart Map 2026?
Possono partecipare i Comuni del Lazio con popolazione residente fino a 5.000 abitanti, secondo le rilevazioni ISTAT al 1° gennaio 2026, presentando un progetto coerente con gli interventi previsti dall’avviso.
Quanto finanzia la Regione Lazio per digitalizzare i PRG?
Il contributo massimo per la digitalizzazione georeferenziata è di 15.000 euro. Per la trasformazione di strumenti già digitali e georeferenziati il limite è di 10.000 euro. I progetti comprendenti più misure possono richiedere complessivamente fino a 25.000 euro, senza garanzia di concessione dell’intero importo.
Un Comune con un PRG già digitalizzato può ottenere il contributo?
Sì. Il bando ammette la trasformazione degli strumenti urbanistici già disponibili in formato digitale georeferenziato, quando occorre adeguarli agli standard definiti dalla Regione Lazio e alla CTRN 2020.
Quali standard GIS devono rispettare i dati urbanistici?
Le specifiche prevedono il sistema ETRS89 / UTM 33N (EPSG:25833), l’utilizzo della base DBGT/CTRN 2020, layer tematici strutturati, attributi documentati, controlli geometrici e topologici e formati di consegna coerenti con le linee guida.
Come si presenta la domanda e quando scade il bando?
La domanda deve essere compilata secondo l’Allegato A e trasmessa tramite PEC a territorio@pec.regione.lazio.it entro le ore 16:00 del 9 novembre 2026, insieme alla documentazione obbligatoria prevista.
Quali documenti e verifiche sono richiesti per ottenere il contributo?
La richiesta deve comprendere la relazione tecnica, la deliberazione della Giunta comunale e il documento di identità del firmatario. Dopo la concessione, il beneficiario deve rispettare i requisiti tecnici, realizzare il progetto nei termini stabiliti e presentare la rendicontazione delle spese con una relazione finale.
